Laxalt, il lungo viaggio in Serie A con Milano nel destino: l’uruguaiano attende l’esordio in rossonero

Da Milano a Milano. Un viaggio lungo 5 anni fra speranze, sogni, gol e voglia di affermarsi. E’ la storia tutta italiana di Diego Laxalt, che dall’Inter – squadra che l’ha portato in Serie A – si ritrova ora dall’altra parte della città a vestire la maglia del Milan. Una carriera partita dall’Uruguay e fortunatamente proseguita in Italia: prima tappa Milano. Nell’inverno 2013 l’Inter di Mazzarri preleva il giovane Dieguito dal Defensor Sporting, squadra da cui il giocatore è partito, e prova a lanciarlo nel grande calcio. Laxalt ha però solo vent’anni, la maturità calcistica è ancora lontana e nei sei mesi in nerazzurro l’uruguaiano non colleziona alcuna presenza. E’ nell’estate del 2013 che inizia la girandola di prestiti del centrocampista. Il viaggio in A di Diego è appena iniziato, seconda tappa: Bologna. Il 25 settembre dello stesso anno Laxalt fa il suo esordio nel nostro campionato. Dall’altra parte del terreno di gioco, ironia della sorte, c’è il Milan. Nella mente di Dieguito non era neanche lontanamente immaginabile che un giorno avrebbe vestito la casacca rossonera. Parola d’ordine: spensieratezza. E pure talento, perché in quella gara Laxalt realizza una doppietta, che comunque non basta ai suoi per portare a casa la vittoria. La gara, infatti, si conclude 3-3. Le due reti realizzate al Milan restano le uniche stagionali siglate dall’uruguaiano. Troppo poco per convincere il Bologna a trattenerlo.

LA SVOLTA – Altro giro, altra corsa. E’ il 2014, terza tappa del viaggio: Empoli. In Toscana Laxalt trova poco spazio e colleziona un solo gol: in Coppa Italia contro il Genoa. Ancora una volta troppo poco? No, stavolta è quanto basta per impressionare i dirigenti rossoblu e convincerli a contattare l’Inter per ottenere il giocatore in prestito. Dopo solo un mese dalla rete realizzata contro il Grifone, a gennaio 2015, Laxalt si ritrova a vestire la maglia del Genoa. La meta finora più importante nel viaggio dell’uruguaiano, quarto scalo: Genova. Nel capoluogo ligure il centrocampista vive tre stagioni in favoloso crescendo. Nel 2016 è riscattato dal club rossoblu e il giocatore diventa pian piano pedina imprescindibile nello scacchiere di tutti gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina genoana. Quella conclusasi qualche mese fa è stata la miglior stagione in Italia di Laxalt: le 34 presenze, i 4 gol e i 3 assist realizzati sono valsi al centrocampista la chiamata dell’Uruguay del ct Tabarez per i Mondiali di Russia. Durante la rassegna iridata Laxalt non ha per nulla sfigurato, anzi. Per il giocatore quattro apparizioni e un assist. Genova è casa, ma il salto di qualità è dietro l’angolo. Ad agosto, infatti, ecco la chiamata del Milan per chiudere, idealmente e momentaneamente, il viaggio italiano di Dieguito. La prima partita di Laxalt in rossonero sarebbe dovuta essere proprio contro il “suo” Genoa, ma la tragedia che ha colpito la città ligure – e l’Italia intera – hanno fatto sì che l’appuntamento in campo fosse giustamente rinviato. Ancora qualche giorno, poi si ricomincia. La prima parte del viaggio di Laxalt si è felicemente conclusa. Per il giocatore inizia ora una nuova avventura, ancora in A ma con un altra maglia. Dieguito la sua meta l’ha prima sfiorata, poi toccata e infine raggiunta: da esubero a jolly fondamentale. Rivincita. Adesso c’è il Milan e Gattuso è pronto a dargli fiducia. Laxalt non ha più intenzione di fermarsi.

Oscar Maresca

(oscar.maresca98@gmail.com)

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