DALL’USCIRE A TESTA ALTA ALL’ATTACCARE A TESTA BASSA: GRAZIE ROMA

Se c’è una cosa che la partita dell’Olimpico di ieri sera ci ha insegnato, è che in Europa non bisogna accontentarsi di fare bella figura. Il “siamo usciti a testa alta” è diventato, negli anni, un parafulmine abusato dai dirigenti e tifosi delle nostre squadre. Ripetuto instancabilmente ad ogni eliminazione, come se nei tabellini degli incontri venissero registrate pure le prestazioni. “Tra vent’anni si va a vedere il risultato: Arsenal 3 – Milan 1. Non se c’era o non c’era il rigore”, per dirla alla Gattuso.
Proprio il tecnico rossonero, ad onor del vero, aveva promesso una partita arrembante nel ritorno di Londra contro l’Arsenal in Europa League (“Non andremo in Inghilterra a fare una gita”), ma è stato poi clamorosamente smentito in campo dai suoi ragazzi (“Abbiamo sbagliato noi: abbiamo dato troppo campo agli avversari. Tecnicamente abbiamo sbagliato più di un qualcosa. Abbiamo sofferto le imbucate. Potevamo fare molto meglio noi.”). La società, nella persona di Marco Fassone, è ovviamente intervenuta in sua difesa col solito mantra: “Conosciamo le statistiche di Rino da quando è arrivato, sia in campionato, che in Coppa Italia e anche in Europa League dove siamo usciti a testa alta”.
Di uscite a testa alta, ne ha collezionata qualcuna pure il Napoli di Maurizio Sarri. Dall’eliminazione lo scorso anno agli ottavi contro il Real Madrid (“Usciamo però a testa alta e ci ha dato grande energia l’applauso del San Paolo alla fine.” Albiol), alla doppia delusione in questa stagione per non aver superato il girone di Champions prima, e per essere stati eliminati dal Lipsia dopo avergli regalato la gara di andata poi (“Usciamo a testa alta! Partita di grande carattere #ADL” Aurelio De Laurentis su Twitter).
Non si salva neppure la Juventus, che ha disputato due finali di Champions in tre anni, ma che, a detta dell’allenatore Massimiliano Allegri, è stata eliminata dal Bayer Monaco uscendo a testa alta nel 2016 (“Non ci sono rimpianti, la squadra ha acquisito una mentalità europea importante. Siamo cresciuti ed usciamo a testa alta”).
Quella di ieri della Roma, invece, è stata una vera e propria lezione di calcio e di vita, arrivata tra l’altro nel giorno dell’anniversario della più buia notte giallorossa in Europa: il 7-1 inflitto dal Manchester United nel 2007.
Alle dichiarazioni fiduciose di rito che si sono alternate nel pre-partita (“Sono fiducioso per stasera” Pallotta; “Dobbiamo giocare la partita, abbiamo fiducia” Monchi), la squadra di Di Francesco ha fatto seguire una prestazione monstre, fatta di pressing asfissiante fin dal fischio di inizio (44 palloni recuperati e 107,7 km coperti) e attacchi letali (6 corner, 7 tiri nello specchio, 16 totali) ben riassunti dalle azioni del primo gol e del fallo di Piqué che è valso il rigore del 2-0.
“Non ho mai visto il Barcellona così in difficoltà” dirà Edin Dzeko, assoluto protagonista, a fine gara.
E ora? Proseguire con i festeggiamenti o ricalibrare la testa sugli impegni futuri? Eusebio Di Francesco non ha dubbi: “Abbiamo fatto una grande impresa, ce la godiamo ma dobbiamo ambire sempre a qualcosa di più.” Oltre che di tattica, l’insegnamento dell’allenatore giallorosso è però soprattutto di atteggiamento: “Ma perché non crederci? Perché se siamo arrivati ad ambire ad una semifinale non credere alla finale di Kiev? Deve essere il nostro obiettivo. Perché se diciamo come va, va, tutti quanti nella nostra mente non inculchiamo l’idea di dare quel qualcosa in più, ma di accontentarsi, ed io non mi devo accontentare. Per me si può sempre festeggiare qualcosa di più importante.”
Una professione di fede da tenere bene a mente in futuro, non solo per la Roma, ma per tutte le squadre del nostro campionato. Magari già stasera a Madrid per la Juventus. Perché ci siamo stancati di uscire a testa alta. Sarebbe meglio abbassarla e vincere, come ha fatto Manolas per il 3-0.

Mattia Corciulo, mattia92corci@hotmail.it

fonti: sportmediset
gazzetta dello sport
tuttomercatoweb
uefa.com
radio goal 24
rai sport

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...