Mortali versus Dei 0-3

ronaldo.jpgLa serata europea di ieri ci ha ribadito, qualora ce ne fosse bisogno, che siamo al cospetto di una divinità, un essere supremo: Cristiano Ronaldo.  Ma sul monte Olimpo, non c’è solo lui, ma tutti i blancos a partire dal regista Modric, al fantasioso Isco, al coriaceo Ramos, per arrivare all’onnipresente Marcelo.

Abbiamo assistito, come nei racconti mitologici greci, alla punizione divina, contro i mortali bianconeri che avevano la presunzione di poterli raggiungere o addirittura sconfiggere.

Ma cominciamo dall’inizio. La Juventus cerca per l’ennesima volta, una conferma della sua qualità anche in Europa, e gli ottavi di finale col Tottenham  hanno evidenziato una formazione in grado di soffrire e di risollevarsi, di incassare e di saper mettere al tappeto.

Alla vigilia dei quarti il capitano bianconero, aveva detto che il Real è più forte, ma la Juventus poteva ambire a fare risultato. Gli opinionisti dicevano che ciò che rendeva diversa la partita di ieri dalla finale di Cardiff erano i 90 minuti in più a disposizione.

Ore 20.45 la partita ha inizio. Allegri deve rinunciare alla regia di Pjanic e alla solidità di Benatia, entrambi squalificati, affidandosi all’esperienza di Barzagli e alla freschezza del giovane Bentancur.  Ma la serata parte in salita: dopo soli due minuti, la difesa della Juve, che nel suo fortino difficilmente subisce gol, viene trafitta dal numero 7 del Real, il più temuto della formazione madridista. Una zampata che anticipa tutti e buca Buffon, grazie ad un’azione perfetta di un altro pericolo galacticos: il giovane Isco.

Ed ecco che dopo tre minuti la Juve è già costretta a rincorrere. Ma contro ogni previsione, la formazione di casa non si dà per vinta. Anzi inizia a fare la sua partita, a costruire gioco e  a rendersi pericolosa in un paio di occasioni con Dybala e Higuain (trovando purtroppo un fortunatissimo e reattivissimo Navas). L’andare alla ricerca del gol, non lascia scoperta la retroguardia che riesce a disinnescare le poche azioni del Real. Ronaldo sembra quasi sparire dai radar, Benzema sembra non esserci mai stato.

Al 36′ la Juve sembra avere un angelo custode che vigila sulle speranze di passaggio del turno: tiro di Kroos e a Buffon battuto, traversa piena.

I padroni di casa hanno la possibilità di riportare in pareggio il conto: sugli sviluppi di un corner, Chiellini colpisce male di testa, ma un reattivo Higuain tenta il tap-in vincente,a; a porta sguarnita, Varane però ci mette una pezza. E’ proprio vero che quando non è serata, non ci si può far niente. Ma si chiude il primo tempo, e la Juve sembra avere le carte in regola per ribaltare il risultato o per lo meno per lasciare aperta la possibilità di arrivare alla semifinale.

Il secondo tempo comincia con gli stessi interpreti. Dopo pochi minuti, la Juve può tirare un sospiro di sollievo, e per un soffio non si ripete lo schema del primo tempo. A volte capita anche a Ronaldo di sbagliare e per questione di centimetri la palla finisce fuori.

Sembra che i bianconeri traggano linfa vitale dalle azioni pericolose degli avversari e dopo pochi minuti dallo spavento, Dybala ha un’occasione ghiotta su punizione. Destro deviato e con Navas battuto, la palla finisce a lato.

E’proprio vero però che gli dei nel calcio esistono, e non guardano dall’alto, sono proprio in campo. Al 64′ Chiellini e Buffon non si capiscono e il 3 bianconero sporca un pallone che poteva benissimo essere raccolto dai guantoni del portiere juventino. Il pallone viene recuperato dallo stesso Ronaldo che imbecca Lucas Vazquez, ma il suo sinistro viene respinto da Buffon ma sulla traiettoria un attento Carvajal ributta in mezzo e qui accade l’impossibile: in diretta è sembrato che tutto in campo si fosse cristallizzato tranne lui, la divinità del calcio. Elevazione poderosa, coordinazione strabiliante, estro indescrivibile. ROVESCIATA E GOL! Ogni parola sarebbe superflua per descrivere ciò che si è visto in campo: l’unica cosa che può in qualche modo spiegare ciò che è accaduto è la standing ovation del pubblico juventino e il grazie di cuore del fenomeno portoghese.

E dopo una sberla così, la Juve va in confusione. Dybala dopo l’ammonizione per simulazione del primo tempo, rimedia un altro sciocco cartellino giallo (forse esagerato) e lascia in 10 la formazione di casa che dopo pochi minuti prende un gol che rende forse ingiusto fino all’esagerazione il risultato: triangolo Ronaldo- Marcelo e “scavetto” , che supera Buffon, del 12 brasiliano.

I cambi del mister Allegri non portano i risultati sperati, anzi sembrano aver destabilizzato ulteriormente l’equilibrio tattico.

Per fortuna qualcuno vigila ancora sulla Juve e tra qualche imprecisione di troppo di Ronaldo e il tiro di Kovacic sulla traversa il risultato è fisso sullo 0 a 3.

Sui piedi di Cuadrado l’ultima speranza bianconera, per tenere acceso un piccolo lumicino per il ritorno, ma quando gli dei del calcio ti voltano le spalle, nessuno può farci niente.

Sintesi della partita: MORTALI versus DEI 0-3: troppo piccola la Juve, esagerato il Real. Forse ha ragione Gigi Buffon, sono le squadre come i Galacticos a costringerti agli errori, a giocare male ma ieri la difesa bianconera non è apparsa grande come in Italia.

Detto questo, l’Europa è la casa del Real, e per la Juve non sembra ancora l’anno buono. L’unica speranza è che fra una settimana, non avendo nulla da perdere, i mortali bianconeri giochino a fare gli dei, e gli dei blancos si adagino nell’Olimpo sicuri del risultato dell’andata.

I miti, sono fatti per essere sfatati…

Giulia Natale

giulianatale@ymail.com

 

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