Il Jack O’ Melly case: esiste o no?

E’ come il vecchio adagio: Se cade un’albero nel deserto e nessuno lo sente, fa rumore comunque? Se non ci fossero stati gli errori arbitrali di Lazio-Torino, si sarebbe cercato- e denunziato- il profilo privato di Facebook dell’arbitro Giacomelli, reo di contenere una foto datata 29 maggio (quindi il giorno dopo il suo addio al calcio giocato) con un Totti in bella vista e l’arbitro -irriconoscibile- sullo sfondo, messa addirittura come immagine di copertina?

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Piero Giacomelli è nato 40 anni fa Trieste, quindi difficilmente può catalogarsi come tifoso della Roma per antonomasia, anche se va detto che negli anni in cui si sceglie una maglia, verso i 6-7 (nel suo caso quindi i primi anni 80) la Roma era forte, vinceva uno scudetto, arrivava in una finale champions, aveva un giocatore (indispensabile) nazionale divenuto nell ’82 anche campione del mondo, schierava il divino Falcao, etc etc. D’altronde, se tanto ci da tanto, Collina a fine carriera si dichiarò simpatizzante laziale, nonostante l’origine bolognese.

Ma non è questo il problema, o almeno non quello che ha portato la procura ad aprire un fascicolo: I direttori di gara, per regolamento, non possono avere profili facebook pubblici e se li hanno privati non devono usare “pseudonimi” come appunto l’ anglicizzante Jack O’ Melly per non farsi riconoscere, nè tantomento una foto di profilo che è solo una vaga ombra.

A propsito di Lazio, i tifosi si sono organizzati in una vera e propria class action alla Erin Brockovich, con Previti nel ruolo di Albert Finney (un pò si somigliano, anche) : lo studio legale del noto avvocato ha notificato un  risarcimento dei danni causati a ogni singolo tifoso, “leso nel proprio diritto di poter vivere la propria passione sportiva al riparo da condizionamenti illeciti, in quanto fondati su condotte connotate da inaccettabili profili di colpa”. Non male per un profilo che fino a ieri pressoché sconosciuto, poco aggiornato, e che fino alla sua chiusura (11 dicembre) i pochi che lo frequentavano lodavano per il nome divertente (non certo per la romanità)

claudia.mastro@gmail.com

claudia mastrogiacomo

 

 

 

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