Lotta scudetto e sogno Champions: le cinque sorelle si danno battaglia

Le cinque sorelle. Dalle sette dei tempi che furono, quest’anno la serie A è nelle mani di cinque squadre, pronte a lottare fino all’ultimo per le posizioni di vertice. Napoli, Inter, Juventus, Roma e Lazio hanno finora mostrato di avere qualcosa in più rispetto a tutte le altre. Al momento, solo l’eccezionale Sampdoria di Giampaolo riesce a tenere il passo delle prime cinque, mentre le altre sono tutte staccate di quasi 10 punti. Al momento, la classifica dice: Napoli 35, Inter 33, Juventus 31, Roma 30, Lazio 28, ma entrambe le romane devono recuperare una partita, perciò al momento si hanno cinque squadre in sette punti e potenzialmente in quattro punti. Uno dei campionati più equilibrati di sempre si appresta alla fine del girone d’andata, e per ora nessuna sembra disposta a cedere.

Il Napoli versione 2017-2018 è un’autentica macchina da guerra: undici vittorie e due pareggi (uno contro l’Inter seconda) e sta giocando sempre meglio. La società ha fatto una precisa scelta, dando precedenza al campionato e sopportandone i costi (deleteri ma necessari turnover europei). Sarri ha sistemato la difesa supportando la crescita di Koulibaly, e ha cullato il suo trio delle meraviglie in attacco, in cui Lorenzo Insigne sta giocando probabilmente la sua miglior stagione di sempre. L’unico nemico è la panchina cortissima, soprattutto davanti.

L’Inter di Spalletti è per ora la grande sorpresa di questo inizio di stagione. I nerazzurri sono stati vilipesi per tutta l’estate, soprattutto per lo scarso mercato volto più che altro a trattenere Perisic e Icardi che ad ampliare la rosa. Ma mentre nella Milano rossonera si diffondeva l’ebbra gioia di un mercato da sceicchi, ad Appiano Gentile si costruiva un gruppo solido, pronto a seguire l’allenatore. Spalletti ha dato ordine e coraggio a una squadra in fondo simile a quella del disastroso 2016/2017. L’ex-Roma ha dato a Perisic e Icardi le chiavi dell’attacco, con Candreva pronto a sacrificarsi. Alcuni tasselli sono traballani (servono sei terzini) ma per ora la situazione è oltre le previsioni.

La grande “delusa” di inizio stagione è la Juventus, per la prima volta costretta ad affrontare avversari davvero pericolosi anche in campionato. I bianconeri hanno perso sicurezza nella fase difensiva su cui hanno costruito gli ultimi successi. Colpa della partenza di Bonucci, ma soprattutto dell’ingiallita carta d’identità degli altri interpreti. La rosa è la migliore per distacco della Serie A, ma in Italia non si vince senza difesa, e quella della Juve traballa. A Dybala il compito di porre rimedio a queste lacune.

Dietro, le due romane. La Roma ha iniziato poco considerata dagli addetti ai lavori, ma ha messo insieme una serie di vittorie consecutive da grande squadra. La presenza di un grande ds come Monchi è indice di un progetto a lungo termine, soprattutto se insieme è stato preso un allenatore in rampa di lancio come Di Francesco, che ha zittito tutti quelli che già berciavano di fallimento. La Roma vola, trascinata dal solito Dzeko, da un El Shaarawy tirato a lucido e da una difesa che pian piano ha trovato i suoi equilibri. Vincendo la partita da recuperare andrebbero davanti alla Juve e a pari punti con l’Inter seconda.

In ultimo (ma solo per ragioni di classifica) la Lazio di Inzaghi, sempre più grande. Il più sottovalutato degli allenatori della Serie A sta stupendo tutti da due stagioni: preso dopo il “gran rifiuto” di Bielsa, Inzaghi ha modellato una squadra temibile su ogni campo, capace di vincere per nove volte consecutive tra campionato ed Europa League prima di essere fermata di misura nel derby. Il minore dei fratelli Inzaghi ha plasmato una formazione adatta ai suoi elementi, tramutato in oro l’oggetto misterioso Luis Alberto e fatto fronte ai tanti infortuni difensivi privilegiando l’organizzazione ai singoli. Il risultato è una squadra che da’ lo spettacolo che serve a vincere, dominante a centrocampo e che lascia libero Immobile di spaziare su tutto l’arco offensivo. L’ex-Torino ha segnato la bellezza di 15 gol in 12 presenze, ed è primo nella classifica marcatori con una partita in meno rispetto ai diretti contendenti. Numeri da capogiro, uniti a una consapevolezza nei propri mezzi, che fanno della Lazio una serissima candidata a bottino grosso. I posti in Champions per la prossima stagione sono quattro, quindi una di queste dovrà suo malgrado restare fuori: sarà di certo una battaglia all’ultimo sangue, in una Serie A mai così equilibrata negli ultimi anni

Luca Mombellardo (lumombe@gmail.com)

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