Viaggio nella Istanbul del calcio, tra 5 club e stadi dal tifo assordante

Una città bella e giovane, ricca di vita e portante in dote quel fascino riconducibile all’Oriente.
Il tutto , probabilmente,nell’ambito di quel fenomeno culturale chiamato esotismo che ama esaltare il fascino di Paesi e culture lontani dal nostro stile di vita.
Istanbul, di certo, è metà turistica impossibile da non apprezzare tra gli amanti dei viaggi e delle città, anche solo per il suo cosmopolitismo ed i suoi scorci romantici ideali per una coppia volenterosa a trascorrere serenamente del tempo in compagnia.
Sotto questo aspetto, sicuramente, Istanbul è una delle metropoli più significative del panorama europeo. “Europeo o asiatico?” sarebbe corretto chiedersi, essendo la seconda Roma l’unica città mondo che si trova in due continenti differenti, divisi tra loro grazie allo stretto del Bosforo.
La risposta, in ambito calcistico, va a cozzare con la prima delle due possibilità in questo aut aut: l’UEFA ha infatti da tempo posto sotto il proprio patrocinio le attività calcistiche della TFF.

Nel massimo campionato turco, noto ai tifosi come Süper Lig, sono cinque le squadre di Istanbul provenienti dalla capitale turca. Nello specifico, in ordine alfabetico, parliamo di Basaksehir, Besiktas, Fenerbache, Galatasaray e Kasimpasa.
La prima e l’ultima squadra citata hanno una tradizione storica inferiore alle altre tre, ma sono comunque da considerarsi come squadre di buon livello.
Gala, Fene e Besiktas possono anche contare su un tifo chiassoso e rumoroso, che impressiona sempre le euroavversarie a cui il calendario impone trasferte di Champions o Europa League.
Le tre società citate nella frase precedente sono le più supportate dalla popolazione di Istanbul e sono legate indissolubilmente dal filo di una forte rivalità, che da che mondo è mondo finisce per attanagliare tutte le stracittadine del mondo.
Alla parentesi-tifoserie può essere importante collegare gli avvenimenti delle rivolte di piazza turche del maggio 2013, quando le tifoserie stesse effettuarono un’alleanza in nome della miglior efficacia possibile per proteste di piazza che vedevano i cittadini lamentarsi del governo e delle repressioni imposte dallo stesso.
Il fatto è, però, rimasto circoscritto all’ambito politico-sociale, visto che negli stadi la rivalità è rimasta e anche molto forte.
Le rivalità più importanti sono quelle riguardanti i fan del Galatasaray, che danno vita a acerrimi antagonismi con i sostenitori di ambedue le altre compagini.
La sfida Galatasary-Fenerbache, assai nota nel mondo anche per il fatto di mettere di fronte le due squadre di maggior tradizione del Paese, ha regalato nel corso della storia anche veri e propri episodi di violenza.
Purtroppo gli annali delle cronache sportive narrano anche di morti nel corso della storia, che ha dovuto mettere in archivio anche risse e grandi violenze sugli spalti.
Nel 1996, tanto per citare l’episodio più conosciuto, il tecnico inglese del Galatasaray Souness piantò un’enorme bandiera del Cimbon al centro del campo del Fenerbache dopo la vittoria della Coppa di Turchia, aizzando un clima già di per sé caldissimo che implicò la nascita di violenti scontri sugli spalti.

Riattenendoci all’ordine imposto dall’alfabeto, diciamo qualcosa in breve riguardo a tutti e cinque i club.

 

La squadra del Basaksehir

– Il Basaksehir, la squadra del Ministero dello Sport L’Istanbul Basaksehir è una squadra dalla storia assai particolare, che senza subbio meriterebbe un approfondimento a sé in virtù della particolarità della sua fondazione. Nato dalle ceneri dell’ex Istanbul BB, club che era gestito dal comune capitolino, il Basaksehir è invece sotto l’egida del Ministero per lo Sport e la Gioventù. Nonostante non siano ancora notissimi ai non avvezzi al calcio internazionale, gli arancioblù sono reduci da due quarti posti ed una seconda piazza negli ultimi cinque anni, simboleggianti il fatto che ormai stiamo parlando di una vera e propria realtà consolidata.
La sede delle partite casalinghe è lo stadio Fatih Terim, dedicato all’ancora in atticità ct della cavalacata Mondiale 2002 della Turchia, impianto piccolo ma multifunzionale e bellissimo.
La squadra ha riscosso molte simpatie trai giovani, distaccandosi così dall’etichetta di “squadra del governo” che aveva nella convinzione comune l’Istanbul BB.
Il progetto pare essere di quelli assai appetitosi e d’accordo con noi è anche Gael Clichy, che dopo non aver rinnovato il proprio contratto col Manchester City ha scelto di tentare l’avventura nel club vicino al discusso premier turco Recep Tayyip Erdogan.
Eliminato a fatica dal Siviglia ai preliminari di Champions in agosto, l’IBFK sta faticando anche in Europa League con due soli punti in quattro gare disputate. Nulla da dire, invece, sul rendimento avuto in campionato, che in questo momento proietta i ragazzi di Abdullah Avci in testa a braccetto col Galatasaray.
Questa situazione si è andata a concretizzare in modo definitivo ieri, grazie al maestoso 5-1 ai danni dello stesso Gala con cui è stato dato un preciso avviso a tutti i naviganti.

La Vodafone Arena, dal 2016 casa del Besiktas

– Il Besiktas, attuale capolista Il primo club del Paese ad essere registrato fu il Besiktas. Era il 20 gennaio del 1910 e la fondazione di società sportive era stata autorizzata solo da pochi mesi , sfruttando il contenuto della Costituzione monarchica approvata nell’agosto precedente.
Il testo della stessa, infatti, concedeva la fondazione di gruppi sportivi che precedentemente le regole monarchiche ottomane avevano sempre arginato.
Oggi i bianconeri sono forse la squadra tecnicamente più forte in questo momento dalle parti della Tracia e dell’Anatolia, soprattutto a causa della grande varietà di uomini di talento e fantasia presenti sulla trequarti.
Talisca, Lens e Ryan Babel sono elementi in grado di fare la differenza, che ora dovranno provare a far difendere il titolo di campioni in carica alle Aquile Nere.
Se in campionato ci si poteva attendere leggermente di più, da applausi è stato il rendimento in Europa, con la qualificazione che sembra essere ormai alla portata di Hutchinson e compagni.

 

Lo stadio del Fenerbache in occasione di un big match

– Il Fenerbache, la squadra preferita nella metà asiatica Il Fenerbache è la squadra del quartiere di Fener, così chiamato per l’antica presenza di un faro atto a illuminare il mare nel corso della notte tanti anni fa (in lingua turca “faro” è traducibile proprio come “fener”.
Gli aficionados del club abitano soprattutto nella parte orientale della città, vedendo alle volte nel club un elemento di identificazione nel collettivo.
Lo stadio Şükrü Saracoğlu è la casa dei gialloneri, impianto che in passato ha anche ospitato una finale di Coppa Italia.
Squadra di grande tradizione, vive un momento di crisi sul campo al momento, nonostante disponga di elementi di ottimo livello in rosa e tutti la attribuissero come formazione favorita per essere l’anti-Besiktas nelle previsioni della vigilia.

 

Esultanza del Galatasaray dopo un gol

– Il Galatasaray, la più vincente Chi però è in testa, come anticipato in precedenza, è il Galatasaray. Probabilmente la più nobile di tutte le compagini calcistiche turche, è il club più vincente in fatto di campionati, fatto che consente ai giallorossi di sfoderare ben quattro stelle sul petto.
No, se avevate pensato che sono stati quaranta gli Scudetti conquistati nel corso della storia vi sbagliate. Il conteggio turco, infatti, fa corrispondere una stella alla vittoria di cinque campionati.
Forti non solo sul campo storicamente i Leoni (così i tifosi soprannominano i propri beniamini), visto che le coreografie della curva della Telekom Arena sono tra le più stimate e apprezzate d’Europa.
Dopo un’estate assai travagliata, dovuta soprattutto all’eliminazione dall’Europa League, la squadra ha sorpreso tutti ritrovando compattezza e unità d’intenti, finendo per intraprendere un cammino che ha visto gioco e buoni risultati arrivare assieme. Vedremo, però, se il 5-1 di sabato lascerà qualche effetto negativo sul morale dei ragazzi allenati dall’ex difensore croato della Juventus di inizio anni 2000 Igor Tudor.

I giocatori del Kasimpasa durante una sessione d’allenamento

– La “provinciale”, il Kasimpasa Chi  “conta meno” a livello di classifica tra le cinque formazioni della Città dei desideri del mondo è il Kasimpasa, club che ha vissuto per diversi anni un po’ ai margini del calcio di grande livello.
Dal 1962 al 2007, infatti, l’ex Altıntuğ (così era chiamato il club quando fu fondato, nel 1921) non ha visto la luce profusa dalla massima serie.
Negli ultimi dieci anni la società presieduta da Hasan Hilmi Öksüz ha sempre adottato una politica da provinciale che vende i suoi pezzi migliori e riesce comunque a mantenere standard di rendimento dignitosi.
La situazione attuale vede la formazione in maglia blu a +4 dalla zona retrocessione, margine che consentirebbe di salvarsi anche quest’anno. I tifosi dell’ Apaçile, ovviamente, staranno facendo tutti gli scongiuri del caso…

Filippo Maggi

f.maggi97@gmail.com

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