Il Mondiale U17 indiano nel vivo dei gironi: Brasile e Inghilterra come favorite, scopriamo i millennials di maggior talento

Se nei giorni scorsi le Nazionali maggiori di tutto il mondo sono state impegnate nei rispettivi match al dine di comporre il puzzle delle 32 partecipanti della prossima kermesse iridata del pallone, gli Under 17 stanno già vivendo questa esperienza.
Un sogno per tutti loro, ragazzi non ancora maggiorenni e già chiamati a mettersi in mostra su un palcoscenico che non può essere che la massima aspirazione di ogni calciatore in erba.
L’India, infatti, ospita da giovedì scorso il Mondiale di categoria, che si esaurirà con la gran chiusura portata in dote dalla finalissima di Calcutta, città nota per la sua doppia faccia di progresso e grande povertà che si vanno a sviluppare in simbiosi per le strade della stessa.

Il brasiliano Lincoln, in forza al Flamengo, in azione

– Ordem e progresso in squadra, Brasile favorito All’atto finale spera di arrivarci il Brasile, che in queste prime due gare ha mostrato di essere (come diversi addetti ai lavori avevano detto alla viglia dell’inizio delle ostilità) squadra assai forte e quadrata a livello caratteriale. In grado di rimontare l’iniziale autorete di Wesley nel difficile match vinto con la Spagna, la nazionale verdeoro ha mostrato nel corso dell’ultimo anno di saper abbinare grandi qualità offensive ad una grande capacità di non prendere gol, sebbene il ct Amadeu sia stato solito schierare un 4-3-3 con molti uomini offensivi.
Tra questi manca il più atteso,  Vinicius. Per lui il Real Madrid ha speso 45 milioni in estate (cifra davvero importantissima se pensiamo che parliamo di un non ancora maggiorenne), con il ragazzo che raggiungerà la Casa Blanca a partire dal compimento della maggiore età, che avverrà a luglio.
Il Flamengo, con cui ha messo a segno due reti in prima squadra in 12 gare, ha infatti negato alla CBF il permesso di aver il calciatore, scelta che ha contrariato anche lo stesso Amadeu.
Una menzione la merita chi sul volo per l’India ci è salito, a partire da Paulinho (Vasco da Gama), mezzapunta rapida e anch’egli già in gol con la prima squadra nel massimo campionato. Bravissimi anche Alan, piccolo fantasista tascabile di un Palmeiras che si gode anche l’ottimo leader difensivo Vitao, e Lincoln (Flamengo), animale da gol in grado di dar manforte anche ai compagni in difesa

Esultanza inglese dopo il 4-0 ai danni del Cile

Le altre big Nello stesso Gruppo, il D, troviamo la Spagna. Gli iberici sono campioni d’Europa in carica dopo il titolo ottenuto in Croazia, forti di una clamorosa vittoria ai rigori dopo aver pareggiato in extremis con Ignacio Dias.
I tre elementi di maggior talento vengono dalla Masia del Barça: il terzino Morey, l’ala Gomez ed il completissimo attaccante Abel Ruiz, pescato nel 2012 dal Valencia tra non poche polemiche, visto che già allora si intuivano le sue potenzialità.
Gli inglesi, dal canto loro, non scherzano nulla: squadra organizzata e con tante individualità di spicco sulla trequarti, spera di avere in Jadon Sancho il suo trascinatore. Definito da molti come il miglior 2000 europeo, è passato in estate dal Manchester City al Borussia Dortmund, con cui non ha però ancora esordito.
Vedremo se saprà far apprezzare presto a un pubblico importante il suo repertorio di velocità e dribbling, ma nella Nazionale dei Tre Leoni occhio anche al regista, sempre in forza al City,Philip Foden, che ha stregato anche Guardiola. Pep, infatti, disse di non vedere un talento del suo calibro da tempo….non male per uno che ha visto crescere gente come Busquets, Pedro e Deulofeu.
In un movimento calcistico giovanile che sta viaggiando a ritmi pazzeschi negli ultimi mesi, il ct gallese Cooper può contare su alcuni degli interessantissimi elementi dell’annata 2000 di Chelsea e Totthenam, uniti anche al capitano Lautibaudiere. Quest’ultimo è forse il difensore centrale migliore da considerare in questo lotto al pari del già citato Vitao e del francese Mendy.
Da seguire è certamente la Francia, trascinata dallo strapotere fisico del bomber del sempre florido vivaio lionese Gouiri, che ha come compagno anche nel club il bravissimo centrocampista tuttofare Caqueret.
La Francia ha fatto sei punti in due gare, ottimo bottino finora. Meno bene la Germania, che si è vista rifilare un sonoro 4-0 dall’interessantissima Iran.
Il sistema di ripescaggio delle migliori quattro terze su sei, comunque, fa dormire sonni tranquilli al ct Prus. Da segnare sul taccuino il fortissimo Fiete Arp, autore di numeri da capogiro in Nazionale nell’ultimo anno e fresco di esordio in Bundesliga con l’Amburgo prima di partire per il Mondiale.

Esultanza anche per l’iracheno Dawood

– Nazioni emergenti Qualche volta, in queste competizioni  capita che si mettano in gran mostra Nazionali che a livello di “prima squadra” non competono per i vertici. Detto di un’Iran finora da applausi (in cui spicca il bomber dell’Esteghlal Delfli e i bravissimi centrocampisti Ghobisavi e Sharivi, rispettivamente numero 10 ed 8), si nota anche la presenza a punteggio pieno nel girone A degli Stati Uniti.
Leggermente sotto le attese, finora, le africane Ghana, Niger e Guinea.
Quest’ultima probabilmente saluterà la competizione già venerdì visto il difficile impegno che la opporrà alla Germania.
Meglio il Mali, che ha nel figlio del ct della Nazionale maggiore Dramè uno degli uomini di punta.
Bene anche l’Iraq del grande talento Dawood, già tre gol finora.

Cileni durante l’allenamento

– Le delusioni Sul fronte delusioni segnaliamo un Cile fermo ancora a quota zero punti (unica squadra assieme all’India padrona di casa), ma anche la Turchia che così bene aveva fatto all’Europeo croato. Finora poche note liete, se si esclude il fatto di avere a disposizione il miglior portiere del torneo, l’ottimo Ozer.
Secondo portiere dell’Altinordu, società della grossa città portuale di Smirne, secondo alcune voci è in procinto di passare al Manchester City per circa 3 milioni di euro.
L’ultima gara e l’espediente delle migliori terze può comunque cambiare ancora tutto. Al momento, tra le terze stesse, le squadre con la situazione più sfavorevole sono Nuova Zelanda e Costa Rica.
Non se la passa meglio il Messico, finalista in due delle ultime tre edizione del Mondiale Under 17. Al genio del folletto Tabasco, Diego Lainez, il compito di aiutare i compagni ad uscire dalle grane.
La giovane ala conta già una decina di presenze in una società ricca di pressioni come l’America di Città del Messico. Vedremo se basterà, appuntamento al delicato match contro il Cile

Filippo Maggi

f.maggi97@gmail.com

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